Non ci sarà alcun incontro in Vaticano per i negoziati in Ucraina. La conferma arriva dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.
Intervenendo a una conferenza a Mosca, il numero uno del ministero degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che ad oggi è “irrealistico” un incontro in Vaticano per parlare dei negoziati. La Russia sembra chiudersi anche alla Chiesa, cosa sta accadendo.
Papa Leone XIV, già prima della Messa per l’insediamento che si è tenuta la scorsa settimana, aveva proposto il Vaticano come territorio neutrale dove i leader coinvolti nella guerra in Ucraina potessero incontrarsi per discutere della fine della guerra. E dopo giorni di risposte a metà, ci ha pensato Lavrov a mettere le cose in chiaro.
I negoziati si terranno certamente, ha affermato il ministro degli Esteri del Cremlino: “Siamo tutti favorevoli a colloqui, sì, ci sarà un secondo round”. Ricordiamolo, il primo round si è tenuto su un altro terreno neutrale, quello della Turchia, dove si sono incontrate le delegazioni della Russia e dell’Ucraina. L’incontro è finito con un nulla di fatto su un cessate il fuoco, ma con un accordo per uno scambio di ostaggi.
“È in corso il lavoro su un memorandum”, ha aggiunto Lavrov, ed è stato richiesto da Cremlino. “Non posso dire dell’Ucraina, ma il nostro lavoro ha raggiunto uno studio avanzato e consegneremo comunque il memorandum agli ucraini”.
Ma più che un venirsi incontro, quello che viene fuori è un vero e proprio muro contro muro. La Russia intende annettere al suo controllo i territori ucraini e viceversa Kiev non ha intenzione di cederglieli, sentendosi violata nel suo diritto alla sovranità nazionale.
La sede dei prossimi negoziati non è ancora stata scelta. Il Cremlino ha dichiarato che “questa decisione non può essere presa da una sola parte”. Certo però, è che questa prossima riunione (e chissà quelle in futuro) non avrà luogo in Vaticano.
“Non è elegante che Paesi ortodossi discutano in una sede cattolica queste questioni relative all’eliminazione delle cause fondamentali”. Così Lavrov ha spiegato la scelta di Mosca di non incontrarsi nella casa del Papa per discutere dei negoziati. Per cause fondamentali, il ministro degli Esteri intende anche “il percorso di distruzione della Chiesa ortodossa ucraina” da parte delle amministrazioni di Kiev.
“Penso che non sarebbe favole per lo stesso Vaticano ricevere delegazioni di due Paesi ortodossi in queste condizioni”.
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