Il profumo di pino si è fatto fumo, il vento ha cambiato verso e, in pochi minuti, la vacanza perfetta nel Salento è diventata una corsa ordinata verso i punti di raccolta: un incendio nella macchia mediterranea ha costretto all’evacuazione il litorale di Ugento, coinvolgendo anche il resort di lusso Vivosa.
Cosa è successo a Ugento
Nel pomeriggio, lungo il litorale di Ugento (Lecce), le fiamme hanno preso campo nella macchia mediterranea che separa la spiaggia dalla pineta. Secondo le prime informazioni, circa 250 persone sono state allontanate dal campeggio Riva di Ugento. Altre sono state fatte confluire in aree sicure nei pressi del Vivosa Apulia Resort, dove le procedure di evacuazione sono scattate in modo rapido, senza allarmismi inutili.
I Vigili del Fuoco e la Protezione Civile sono intervenuti con più squadre da terra. Il vento ha complicato l’azione di contenimento, ma i corridoi tagliafuoco e il lavoro dei volontari hanno ridotto il fronte del rogo verso le aree già bonificate. Non è al momento confermato l’impiego di mezzi aerei; le cause sono in accertamento. In queste ore, non risultano feriti: un dato che resta comunque da consolidare.
Chi c’era parla di un odore acre arrivato all’improvviso, di teli da mare trasformati in borse per infilare al volo documenti e caricabatterie, di navette e golf cart del personale che facevano la spola come un metronomo. Dal parcheggio si vedeva il fumo alzarsi a pennacchi grigi, spinti oltre le dune. Ed è qui, a metà della concitazione, che molti hanno riconosciuto un volto noto: tra gli ospiti accompagnati in sicurezza c’era anche Mario Balotelli, allontanato senza problemi insieme agli altri vacanzieri. Un dettaglio che dice quanto il resort fosse pieno e quanto veloce sia stata la macchina organizzativa.
Le aree più esposte restano transennate per consentire le operazioni di bonifica e il monitoraggio dei focolai residui. Chi arriva in zona trova pattuglie della polizia locale e indicazioni chiare per i percorsi alternativi. Gli addetti alla sicurezza spiegano che in strutture immerse nella natura i piani di emergenza vengono testati di frequente: sirene brevi, punti di raccolta ombreggiati, elenchi nominali. Oggi quel protocollo ha retto.
Sicurezza e prevenzione: cosa succede dopo
La stagione estiva in Puglia è ad alto rischio incendi: vegetazione secca, temperature alte, giornate ventose. Il messaggio che arriva da Ugento è semplice e concreto: allerta immediata al 115 in caso di fumo o focolai, niente mozziconi o braci nell’area boschiva, auto parcheggiate lontano dall’erba alta, rispetto dei divieti temporanei di accesso alle pinete.
Nelle prossime ore si lavorerà alla bonifica e alla messa in sicurezza dei sentieri; seguiranno le verifiche ambientali su fauna e vegetazione. La buona notizia, ribadita sul posto, è che l’evacuazione è stata ordinata e veloce, a tutela di ospiti e lavoratori. Per ora non ci sono dati certi su danni a strutture del Vivosa o del campeggio Riva di Ugento: informazioni più precise arriveranno con i sopralluoghi.
Resta un’immagine: il contrasto tra l’azzurro pieno del mare e quella scia di fumo che taglia l’orizzonte. Ci ricorda che vacanza e natura sono un patto reciproco. Quanto siamo disposti, come comunità, a proteggerlo anche nei gesti minimi, quando spegniamo una sigaretta o scegliamo dove stendere l’asciugamano? In giornate come questa, la risposta pesa quanto una sirena che si spegne.