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Chi erano Yaron e Sarah, vittime dell’attentato contro Israele a Washington: “Stavano per sposarsi”

Sono Yaron Lischinsky e Sarah Milgrim i due membri dello staff dell’Ambasciata di Israele uccisi a colpi d’arma da fuoco a Washington all’uscita da un evento al Museo ebraico.

Chi erano Yaron e Sarah, vittime dell’attentato contro Israele a Washington: “Stavano per sposarsi” (ANSA FOTO) – Buongiorno.it

I due erano una coppia e, secondo quanto riferito dall’ambasciatore israeliano negli Usa Yechiel Leiter, si sarebbero presto fidanzati ufficialmente.

Stando a quanto sta emergendo l’uomo aveva acquistato un anello questa settimana con l’intenzione di fare la proposta la prossima settimana a Gerusalemme. L’ex ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Mike Herzog ha riferito che la donna uccisa era una dipendente statunitense dell’ambasciata e l’uomo era israeliano. Il responsabile della sparatoria sarebbe Elias Rodriguez, 30enne di Chicago, già arrestato.

Attentato a Washington, reazioni internazionali

La sparatoria negli Usa sta scatenando numerose reazioni a livello internazionale. Sul caso è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha rilanciato sui social il post del vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Sono vicino allo Stato d’Israele per il tragico assassinio di due giovani dipendenti dell’ambasciata israeliana a Washington – il messaggio di Tajani – Scene di terrore e violenza da condannare con forza. L’antisemitismo figlio dell’odio contro gli ebrei va fermato, gli orrori del passato non possono più tornare”.

Rodriguez è stato visto camminare avanti e indietro fuori dal museo prima dell’attentato. Dopo gli spari è entrato nel museo ed è stato fermato dalla sicurezza dell’evento. Quando è stato arrestato ha iniziato a gridare “Free, free Palestine“, cioè “Palestina libera”. Il Museo ebraico di Washington aveva ospitato un evento dedicato agli aiuti umanitari.

Attentato a Washington, reazioni internazionali (ANSA FOTO) – Buongiorno.it

Il Times of Israel ha riportato nello specifico che si trattava anche di un ricevimento dei giovani diplomatici dell’American Jewish Committee (Ajc) dedicato alle risposte alle crisi umanitarie. La manifestazione era stata organizzata da Ajc Acces. Si tratta della divisione giovani professionisti dell’organizzazione. Dà voce ai leader ebrei su questioni critiche a livello nazionale e globale che riguardano la comunità ebraica.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di essere “scioccato” dalla sparatoria “orribile e antisemita“. “Stiamo assistendo al terribile prezzo dell’antisemitismo e dell’incitamento selvaggio contro Israele“, ha affermato. Due persone che erano all’interno del museo hanno sentito degli spari e un uomo è entrato con aria angosciata. Si trattava del presunto attentatore.

Quando la polizia è arrivata, ha tirato fuori una kefiah rossa e ha ripetutamente urlato Palestina libera. Al Jazeera ha trasmesso in loop quello che sembrava un filmato ripreso con un cellulare del presunto uomo armato, in giacca e pantaloni, che veniva portato via dopo la sparatoria, con le mani dietro la schiena. La sparatoria arriva mentre Israele ha lanciato una nuova campagna contro Hamas nella Striscia di Gaza.

Francesco Ferrigno

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