Un viaggio nei classici, ma a ritroso: tornare all’Odissea attraverso le sue donne cambia la mappa del mito. Non più comparse, ma eroine che parlano in prima persona e riscrivono la rotta di Ulisse. Otto libri per ascoltarle davvero.
Forse è stata un’interpretazione recente a riaccendere la curiosità per Penelope sullo schermo; si è parlato anche di Anne Hathaway in ruoli ispirati, ma non esistono al momento conferme ufficiali. In ogni caso, il punto è altrove: le figure femminili dell’epica greca stanno vivendo una nuova stagione. Tra riscritture letterarie, traduzioni d’autore e saggi accessibili, la loro voce risuona forte. Qui trovate otto ingressi per scoprire Penelope, Circe, Elena e le altre, nell’Odissea e non solo.
Circe, di Madeline Miller (2018). Romanzo che ribalta lo sguardo: la “strega” diventa donna, figlia, amante, madre. Con una prosa limpida, Miller scava nella solitudine, nella metamorfosi e nel potere di nominare il mondo. Perfetto se volete esplorare il lato più umano della maga Circe.
Il canto di Penelope, di Margaret Atwood (2005). Atwood affida la scena a Penelope e alle dodici ancelle impiccate: un coro che unisce ironia e tragedia. È un testo breve, acuminato, che chiede conto ai miti di ciò che spesso tacciono: colpa, classe, complicità.
Ithaca, di Claire North (2022). Un’Itaca senza Ulisse, governata da una regina che trama con l’intelligenza e la pazienza. North mette al centro la politica domestica, le alleanze, la violenza che serpeggia tra le sale del palazzo. Penelope qui non aspetta: muove le pedine.
A Thousand Ships, di Natalie Haynes (2019). Dalla caduta di Troia alle lettere di Penelope, un mosaico di voci femminili. Haynes, classicista e divulgatrice, alterna registri e tempi con precisione: è un ottimo ponte tra chi ama i classici e chi cerca storie vive.
The Silence of the Girls, di Pat Barker (2018). Non è Odissea ma Iliade: parla Briseide. E proprio per questo conta: mostra il prezzo della gloria degli eroi sulle donne ridotte a bottino. Barker è chirurgica, mai compiaciuta. Il seguito, The Women of Troy (2021), amplia lo sguardo.
Helen of Troy, di Bettany Hughes (2005). Un saggio storico che attraversa testi antichi, arte e archeologia per cercare la traccia di Elena. Niente sensazionalismi: Hughes ricompone i dati disponibili e smonta stereotipi radicati. Utile per distinguere ciò che sappiamo da ciò che desideriamo credere.
Clytemnestra/Clitennestra, di Costanza Casati (2023). Un romanzo intenso su potere, lutto e giustizia nel cuore della saga degli Atridi. Non è l’Odissea, ma la sua ombra tocca ogni cosa: la guerra di Troia, la casa che attende, il sangue che chiede risposta. Per chi cerca un’eroina complessa, non riconciliata.
Odissea, tradotta da Rosa Calzecchi Onesti (Einaudi, ed. storica) o da Emily Wilson (2017, in inglese). Leggere l’epica con una voce femminile alla guida cambia ritmo e luce. La versione di Calzecchi Onesti è un classico italiano; Wilson è la prima donna a tradurre l’Odyssey in inglese con taglio chiaro e diretto. Due strade per tornare alla fonte.
C’è un filo che unisce questi libri: la pazienza di chi guarda meglio. La Penelope diplomatica, la Circe artigiana di sé, l’Elena che smette di essere solo specchio. Forse è questo il patto nuovo coi miti: non chiedere risposte eterne, ma domande ben poste. Quale voce, oggi, vi manca ancora di ascoltare?
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