È precipitata nell’oceano Indiano la vecchia sonda sovietica Cosmos-482, in orbita terrestre dal 1972. A comunicarlo è stata l’agenzia spaziale russa Roscosmos.
Com’era stato previsto, insomma, la sonda è penetrata negli strati densi dell’atmosfera ed è caduta nell’Oceano indiano a ovest di Giacarta. A lavorare al caso gli specialisti della Jsc Tsniimash, parte di Roscosmos.
La sonda è penetrata negli strati densi dell’atmosfera alle 9 e 24 (ora di Mosca), 560 km a ovest dell’isola di Middle Andaman. Cosmos-482 fu lanciata nel marzo 1972 verso Venere. A causa di un funzionamento anomalo dell’unità booster, il dispositivo non è mai entrato in una traiettoria interplanetaria ed è rimasto in un’orbita terrestre ellittica alta. Nel corso del tempo, la stazione ha cominciato ad avvicinarsi alla Terra a causa dell’attrito con gli strati superiori dell’atmosfera.
Il diametro della sonda è di circa un metro e il peso è inferiore a 500 kg. Roscosmos ha monitorato l’avvenimento attraverso il sistema di allerta automatica per le situazioni di pericolo nello spazio vicino alla Terra. Come già accennato il veicolo sarebbe rientrato nell’atmosfera in una zona a 560 chilometri a est dell’Isola Andamana Centrale. Si tratta di una delle 3 principali isole dell’arcipelago delle Isole Andamane, nella parte meridionale del golfo del Bengala.
Il suo rientro incontrollato sulla Terra è stato seguito anche dalla task force del Consorzio europeo Space Surveillance and Tracking (Eu-Sst), di cui fa parte il Centro di Space Situational Awareness dell’Aeronautica Militare di Poggio Renatico, vicino Ferrara, che è responsabile dei servizi di Re-Entry e Fragmentation. Altri sensori si trovano in Basilicata e Sardegna. Proprio da qui intorno alle 5 italiane del mattino era stato avvistato l’ultimo passaggio sull’Italia, avvenuto sulla zona tirrenica mentre la sonda sfrecciava a 28mila chilometri orari.
L’ultima traiettoria in assoluto è stata invece osservata dalla Germania. Per avere la conferma della caduta, si è preferito attendere il passaggio successivo sulla Germania, che però non è avvenuto. È stata questa la conferma che la caduta era avvenuta. Non c’è al momento alcuna notizia sull’area nella quale la sonda potrebbe essere caduta. L’ultimo passaggio sull’Italia del relitto spaziale è stato fotografato dall’astrofisico Gianluca Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope.
“La ripresa – dice Masi – è stata ottenuta da Roma, poco prima dell’alba: si notano la costellazione di Cefeo e, sulla sinistra, la Stella Polare. La sonda appare come una traccia che entra nell’immagine dall’alto, puntando poi verso l’angolo in basso a destra. Appare tratteggiata perché la somma di quattro riprese e il fatto che ciascun segmento appaia di lunghezza diversa dipende dalla velocità angolare dell’oggetto, rapidamente variabile“.
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